Mentre proseguono i lavori per il mio nuovo blog voglio darvi qualche notizia. Il 2 luglio sono stato alla manifestazione della Coldiretti al Palalottomatica di Roma. Davanti ad oltre 10.000 persone il presidente Marini ha parlato di no Ogm, filiera corta, km zero..... Per me che dal 1996 seguo questa evoluzione positiva del ruolo della Coldiretti è una gioia. Nel 2001 anche grazie al loro sostegno riuscii da Ministro a varare la riforma dell'agricoltura italiana, a introdurre la multifunzionalità, la vendita diretta (da cui vengono i farmer markets). E quando inventai il termine AGROPIRATERIA per denunciare lo scandalo della contraffazione dei prodotti agroalimentari italiani, e andai personalmente a Ginevra al WTO per chiedere la tutela del "made in Italy" agricolo, la Coldiretti fu la più decisa a sostenermi. Oggi ho visto un forte ORGOGLIO AGRICOLO senza subalternità verso quei potentati politici ed economici sempre più in crisi ma sempre arroganti. Queste giornate mi ripagano dei tanti attacchi ricevuti dalle multinazionali per aver difeso l'agricoltura italiana dagli Ogm. Continuerò anche con la fondazione Univerde e con la mia attività all'Università a sostenere la causa giusta di una filiera italiana della qualità.
Nel 2010 miglioreremo questo blog per diffondere meglio quella cultura ecologista che potrà cambiare l'economia e la società. Ma anche per comunicare idee e sentimenti positivi e sconfiggere così quella rassegnazione al degrado, alla violenza e al peggio cui vorrebbero obbligarci. Nonostante il semifallimento di Copenahagen, lo squallore della politica italiana, la crisi economica e tante povertà e guerre, sta crescendo una nuova coscienza più luminosa, più etica ed ecologica:dobbiamo favorirla. Con questo spirito auguro agli amici del blog un Felice Natale e un 2010 che sia davvero Green, il colore della Natura, della Speranza e della Vita.
A pochi mesi dalla Conferenza della Parti di Copenhagen(COP15) per il cambiamento climatico, la 37esima giornata mondiale per l'ambiente, che quest’anno si celebra in circa 100 Paesi del Mondo, vuole essere un ennesimo momento di riflessione su questo argomento. La scelta del tema "Il pianeta ha bisogno di te! Uniti per combattere il cambiamento climatico" è a tutti gli effetti un appello per un’alleanza volta al raggiungimento di un obiettivo ormai fondamentale: l’arresto del cambiamento climatico. Il Mondo accoglie l’appello investendo sulle fonti rinnovabili e mentre in Italia la svolta del 2007 a favore del solare e dell’efficienza energetica continua a dare ottimi frutti, l’attuale Governo risulta assente o in retromarcia preferendo inseguire la costosissima chimera di quel vecchio nucleare antieconomico e pericoloso. Si ripropongono modelli e soluzioni ormai obsoleti che rischiano di danneggiare uno dei pochi settori in crescita nonostante la crisi … quello delle fonti rinnovabili, che ha creato nuovi e numerosi posti di lavoro. A questo si aggiunge l’assurdo isolamento dell’Italia nel boicottare gli impegni assunti dal Consiglio Europeo del 20-20-20 (la riduzione del 20% delle emissioni di gas serra, l'aumento dell'efficienza energetica del 20% e il raggiungimento della quota del 20% di fonti di energia alternative) e di schierarsi a favore delle potenti lobbies conservatrici invece che dell’innovazione e dell’ambiente.
(Lettera pubblicata sul Magazine del Corriere della Sera del 14 Maggio 2009 a pag. 8)
Caro direttore, mi complimento per il numero speciale del supplemento Magazine del 23 aprile che fin dalla copertina si occupa di quella riconversione ecologica dell’economia e della società che mi vede impegnato da oltre venti anni. Ciò dimostra che Kyoto e la difesa dell’ambiente convengono all’ imprenditoria innovativa italiana. Con sorpresa, in un’intera pagina (la n.18), uno stimato professionista come Pietro Calabrese chiede le mie scuse per non aver previsto le ingenti piogge dello scorso inverno, criticando le mie preoccupazioni per il cambiamento climatico e per il rischio siccità. Come si può verificare sul blog www.pecoraroscanio.it e sul sito www.universitaverde.it , la mia preoccupazione per gli effetti del cambiamento climatico ha sempre riguardato sia i rischi di siccità che di alluvione, ovvero la tropicalizzazione del clima del nostro Paese su cui la comunità scientifica concorda. Tuttavia, di fronte a uno “speciale” che finalmente dà ragione ad anni di impegno verde e ambientalista, capisco che è chiedere troppo vedersi riconosciuto qualche piccolo merito per le riforme realizzate nonostante l’opposizione di potenti lobby. Cito per esempio la riforma dell’agricoltura, che ha rilanciato le produzioni di qualità e la filiera corta e in cui trovai la dura opposizione dei sostenitori dei pesticidi e degli ogm; o il “Conto Energia”, che ha fatto crescere del 400% il settore dell’energia solare in Italia e mi ha procurato il duro attacco di chi ha perso gli indebiti benefici del Cip6. Comunque se fa piacere a Calabrese, mi scuso della pioggia dello scorso inverno. Mi ripaga la soddisfazione di vedere, finalmente, un intero inserto a favore della produzione diffusa di energia e del risparmio energetico, del solare anche termodinamico (quello del Premio Nobel Rubbia che mi ha onorato del suo sostegno nella mia attività ministeriale), della terza rivoluzione industriale di Rifkin (che ho avuto il privilegio di avere quale mio consulente al ministero dell’Ambiente); dei parchi naturali, della bioedilizia, dell’ agricoltura biologica, della mobilità sostenibile e perfino degli abiti “eco-etici”e dei prodotti riciclati “il re -made in Italy”. Con vera cordialità, Alfonso Pecoraro Scanio.
Ieri sera ero presente al Negozio Civico di Milly Moratti a Milano per la Presentazione del progetto della Marcia Mondiale per la Pace e la Non violenza che partirà il 2 ottobre dalla Nuova Zelanda per concludersi il 2 gennaio 2010 sulle Ande argentinee, passando anche da Milano il 9 novembre. Ritengo questo evento molto importante perchè parte dal basso per sollecitare la politica ed i governi ad intervenire. Proprio per questo come Università Verde e con Ecotv abbiamo aderito, seguiremo e diffonderemo questa bella iniziativa e vi invito a fare altrettanto.
Sul sito Universitaverde.it c'è una intervista di Angelo Bonelli che fa un poco di chiarezza sulla questione dell'approvigionamento del Gas.
"In un periodo climatico così delicato, dove la neve ha
imperversato per giorni e giorni in gran parte dell'Italia causando
enormi disagi e vittime, leggere quotidianamente della diatriba tra
Mosca e Kiev sull'approvvigionamento del gas non è molto rassicurante.
Può spiegarci bene cosa sta succedendo? L'attuale crisi tra
Russia e Ucraina con le forti difficoltà nell'approvvigionamento di gas
e le dichiarazioni del ministro Scajola, secondo il quale non c'è
nessun problema per l'Italia, evidenziano quanto forte sia stata la
campagna denigratoria e di mistificazione nei confronti dei Verdi e
degli ambientalisti nella scorsa legislatura. Quali sono i dati relativi al nostro stock di approvvigionamento? Nei
centri di stoccaggio vi sono riserve per circa 14 miliardi di metri
cubi di gas che sono quelle che il ministero dell'Ambiente aveva
determinato durante il governo Prodi.
Quindi per noi non ci sarebbero problemi sostanziali? Se
oggi il ministro Scajola può dichiarare che non ci sono problemi per il
nostro Paese lo deve proprio agli interventi del precedente governo
sugli stoccaggi del gas e sul rigassificatore di Porto Viro,
autorizzato dal tanto attaccato ministro dell'Ambiente. Il governo
Berlusconi, infatti, non ha fatto nulla per la sicurezza energetica ed
anzi ha innestato la marcia indietro nelle politiche per l'efficienza
energetica e le rinnovabili.
Quindi, a suo avviso, le numerose polemiche che si verificarono durante il governo Prodi erano sostanzialmente strumentali? Sembra
che in Italia le emergenze energetiche ci siano solo a seconda delle
convenienze politiche. A settembre del 2007, proprio alla vigilia della
prima Conferenza sul clima i vertici dell' Enel, dell'Eni autorevoli
esponenti dell'attuale maggioranza da Matteoli a Scajola attaccavano i
Verdi e il ministero dell'Ambiente perchè colpevoli di portare l'Italia
nell'inverno 2008 nel black-out energetico. Polemiche su polemiche per
attaccare i Verdi e il ministero dell'Ambiente sui rischi legati alla
sicurezza energetica a causa della carenza delle infrastrutture
energetiche di approvvigionamento del gas.
Stasera saro' a Foggia per la chiusura della campagna elettorale, insieme a Niki Vendola e Franco Giordano. Prima pero' ho presentato a Roma il progetto di Jeremy Rifkin per la costruzione di 5 distributori ad idrogeno in Puglia. Ne parla Antonio Cianciullo su Repubblica nell'articolo che allego qui sotto.
Nasce in Puglia l'Italia ad idrogeno Con Rifkin per l'energia pulita Dal prossimo mese parte la costruzione di cinque distributori di idrometano di ANTONIO CIANCIULLO
ROMA - "Questo è un grande momento per l'Italia: adesso l'obiettivo idrogeno è più vicino. Nascerà una rete di energia diffusa che alleggerisce il peso del trasporto, l'impatto inquinante e la bilancia commerciale. Si potrà viaggiare leggeri, con un carburante regalato dal sole e dal vento". Jeremy Rifkin, il profeta della rivoluzione industriale verde, è a Roma per presentare un progetto messo a punto in tre anni grazie ai 5 milioni di euro investiti dal ministero dell'Ambiente e dalla Regione Puglia e al contributo tecnico dell'Università dell'idrogeno. Il prossimo mese partirà la costruzione di cinque distributori di idrometano, una miscela composta dal 70 per cento di metano e dal 30 per cento di idrogeno. In ogni provincia della Puglia sarà così possibile fare il pieno scegliendo fra tre opzioni: idrogeno puro, idrometano e metano.
In Italia circolano 600 mila auto a metano: almeno quelle omologate negli ultimi due anni possono utilizzare la nuova miscela senza dover fare alcun intervento sul motore e senza controindicazioni sul piano della sicurezza secondo le relazioni tecniche preparate dall'Università di Pisa e dai vigili del fuoco. Questa scelta inoltre consentirà di abbattere le emissioni inquinanti del 20 per cento e di guadagnare in potenza.
Nel mondo esistono una quindicina di distributori di metano per automobili, ma la filiera dell'idrogeno pulito, quello ottenuto da fonti rinnovabili, sta nascendo in Italia. E anche per l'idrometano è un debutto su scala mondiale. Particolarmente importante perché l'idrogeno ha una doppia funzione: fa da accumulatore, perché permette di immagazzinare l'energia che viene dal sole, dal vento, dalle biomasse, dall'acqua, e da vettore per il settore dei trasporti, un settore che in Italia è basato per oltre il 96 per cento sul consumo di prodotti petroliferi.
"Daremo a tutti la possibilità di fare il pieno con una miscela a base di idrogeno", continua Rifkin, "e costruiremo anche un servizio pubblico di taxi basato sul sistema idrogeno, fuel cell, motore elettrico. Le auto pubbliche a idrogeno aspetteranno i loro clienti negli aeroporti pugliesi e, visto che in ogni città ci sarà un distributore a idrogeno, potranno fare il pieno su tutto il territorio regionale e tornare alla base. Voglio sottolineare che tutto l'idrogeno utilizzato sarà ricavato dall'acqua utilizzando fonti rinnovabili locali.
E' questa la terza rivoluzione industriale: un modello di energia pulita e decentrata che segue il modello flessibile del web. Come le informazioni, l'energia deve essere presa e data in milioni di luoghi, in tutto il mondo, creando un sistema più democratico, più sicuro e più affidabile. Non è un sogno utopico: in Puglia abbiamo dimostrato che si può partire e che conviene". Inoltre, sottolinea Rifkin, costruendo le autostrade dell'idrogeno ci si può avvicinare all'obiettivo ambizioso fissato dall'Unione europea al 2020: 20 per cento di energia dalle fonti rinnovabili. Per l'Italia la strada è in salita visto che in 12 anni dobbiamo triplicare la nostra capacità di fornire energia pulita e che rischiamo di arrivare ancora una volta in ritardo, come è già accaduto per i tagli di gas serra previsti dal protocollo di Kyoto.
"La rete di distributori a idrogeno dimostra che la Puglia può diventare la California dell'Italia", propone il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. "E non è un caso isolato: con le centrali solari ideate da Carlo Rubbia abbiamo già posizionato un altro tassello dell'energia verde. E' questa la strada per far crescere il paese utilizzando le tecnologie più avanzate e spendendo i soldi in opere pubbliche che siano veramente utili. Noi lo chiamiamo l'ambientalismo del fare bene"
Anche in queste feste di Pasqua un saluto agli amici del blog. Con poca voce a causa dell'andare in giro con il maltempo in questo periodo di campagna elettorale. Questo momento di pausa deve essere utilizzato non solo per stare insieme ai nostri famigliari e i nostri amici, ma anche per riflettere su alcuni grandi problemi. Ad esempio questa tragedia del Tibet personalmente mi ha molto colpito. Dobbiamo rilanciare con forza la sfida della pace nel mondo e non considerando questa parola solo in modo rituale. Oltre a continuare i nostri sforzi a favore dell'ambiente che ci impegnano da tempo, nonostante gli ostacoli. Dobbiamo mettercela tutta perche', alla fine, le cose positive devono e possono prevalere. Quindi auguroni a tutti di Buona Pasqua e buone feste.
Non ho nessuna intenzione di farmi trascinare nella polemica di chi viene difeso dalle lobby del nucleare. La migliore risposta è stata il grande successo di partecipazione della Marcia Perugia Assisi, alla quale ieri ho partecipato. Ed è stato bello poterne condividere un tratto con Padre Alex Zanotelli, del quale pubblico qui sopra il video della sua intervista. I diritti di cui parla lui, sono il vero argomento da porre all'ordine del giorno in Parlamento. Questo è il futuro, altro che proporre tecnologie vecchie e superate, quali il nucleare.
Il testo dell'intervento di Alex: "La Marcia della Pace Perugia-Assisi è un appuntamento che deve essere mantenuto, è bello vedere tanta gente che partecipa. L'importante però è che cominciamo ad essere seri, soprattutto parlando di diritti. Io avevo fatto una proposta: che nessun Comune venga con il gonfalone, se prima non ha votato che l'acqua deve essere pubblica, che è un diritto fondamentale umano, che deve essere gestito dai Comuni con il minor costo possibile per l'utente, senza essere SpA (Società per Azioni). Questi diritti vanno difesi, altrimenti qui facciamo delle belle scenate, io vengo da Napoli e conosco bene queste sceneggiate napoletane ed invece dobbiamo fare qualcosa di concreto. Invito a passare alla concretezza, e questo vale anche per la Pace. Non si può parlare di Pace e Diritti umani con le guerre assurde che abbiamo in giro e delle quali anche noi siamo responsabili. E' in questo spirito che la marcia diventa veramente significativa. Il ministro ha promesso che firmerà una lettera di intenzione del Ministero, sull'acqua pubblica. Aspettiamo a giorni questa lettera."
La Marcia Perugia Assisi è una occasione per ribadire l’impegno per la Pace e per l’ambiente. Non è un caso che si svolga in area francescana. Infatti, nell’ambito della nostra tradizione religiosa, San Francesco è la figura più fortemente legata ai valori della Pace, di una logica ecumenica, con la capacità di parlare con persone di religione diversa e di razze diverse e, contemporaneamente, di parlare con gli animali, con la natura, in contrapposizione ad una religiosità troppo spesso antropocentrica, legata alla figura dell’uomo dominatore della natura. Oggi dobbiamo recuperare e tutelare questo valore della natura in armonia con l’uomo e dell’armonia con la quale noi dobbiamo rispettare ciò che ci circonda. Quindi, Marcia della Pace con grande adesione dei Verdi. Io personalmente sarò a Perugia, perché questo è un momento di incontro, soprattutto per ribadire un valore fondamentale: la Pace, che i Verdi hanno nel simbolo, con la bandiera arcobaleno. E spero che questo possa diventare anche l’esempio di quella grande alleanza arcobaleno che deve andare ben oltre i Verdi e deve rappresentare anche tutti coloro che in Italia vogliono una sinistra innovativa, ecologista e pacifista. La Pace non è solo assenza di guerra, la Pace è un modo di lavorare al servizio dei più deboli e con la capacità di guardare al futuro e di sapere che come siamo riusciti ad eliminare la pena di morte e la tortura, il mondo dovrà riuscire ad eliminare la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti. Venite quindi tutti da Perugia ad Assisi, i Verdi ci saranno, con punti di incontro (a Ponte San Giovanni) per tutti i nostri sostenitori, militanti e simpatizzanti, ma l’importante è che ci siano tutti coloro che amano la Pace e l’ambiente.
La vile uccisione nel Parco Nazionale d’Abruzzo di
tre orsi bruni - fra cui Bernardo, uno dei simboli del Parco - è un
nuovo e pesantissimo attacco ai Parchi Nazionali ed ai loro simboli.
Tutto questo arriva dopo gli incendi di quest’estate. Evidentemente le
nuove misure contenute nella legge finanziaria per potenziare il
sistema dei Parchi nazionali infastidisce speculatori, bracconieri, e
delinquenti. Ma posso assicurare che non ci faremo intimidire.
Bisogna
arrestare e condannare in modo esemplare questi criminali. Proprio per
questo, come già avvenuto per gli incendi di questa estate ho dato
disposizione di costituirsi parte civile anche nei confronti di questo
crimine scellerato che ha lo scopo di minare il sistema dei Parchi
Nazionali.
Il Ministero dell’Ambiente - attraverso la direzione
competente - darà pieno sostegno alla task force del Corpo Forestale
dello Stato affinché questi delinquenti vengano al più presto arrestati
e condannati e per salvaguardare l’incolumità degli altri esemplari.Caro Bernardo, non ci faremo intimidire
Sono pazzesche le morti per incendio di questi giorni. Già è grave che ci sia qualcuno che, coscientemente, decida di bruciare ettari preziosi del nostro patrimonio naturale. Quando poi a rimetterci sono vite umane è ancora più criminale. Purtroppo ogni estate si ripete la medesima litania: non appena le condizioni del vento sono piu' favorevoli al fuoco entrano in azione questi criminali incendiari che stanno aggredendo le Aree protette italiane mettendo in serio pericolo la sicurezza dei cittadini.
E' una vera e propria escalation che vede investite in questi giorni prima Torre Guaceto, poi le aree della Sicilia,il Parco Nazionale del Cilento, il Gargano, il basso Lazio. A questo punto è necessario mettere in campo tutte le azioni di prevenzione, ma bisogna anche essere irriducibili nella lotta a questi criminali che stanno devastando il nostro patrimonio naturale.
In un colloquio telefonico ho chiesto al Ministro degli Interni Giuliano Amato la massima mobilitazione delle prefetture su tre obiettivi principali:
coordinare e garantire lo spegnimento delle fiamme e la riduzione del danno in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato, la Protezione Civile e tutte le autorita' competenti;
garantire la massima azione di contrasto contro gli incendiari criminali;
realizzare al piu' presto il catasto delle aree percorse dal fuoco affinche' scattino subito i divieti di utilizzo di queste stesse aree, previste dalla legge sugli incendi boschivi.
Sono convinto che il lavoro dell’Università della Pace di Siena, con questa sua capacità di promuovere una cultura ed una esperienza permanente su come si costruisce la Pace – e non solo si contrasta la guerra – dimostri una qualità importante e preziosa. La Pace è fortemente connessa all’Ambiente, è evidente che un mondo in guerra non colpisce soltanto i tanti innocenti che cadono, ma anche l’ambiente del nostro Pianeta che rischia di essere fortemente compromesso. Non è un caso che uno dei primi atti che ho realizzato come ministro dell’Ambiente è stato quello di mandare una missione di Pace in Libano: un bombardamento israeliano aveva colpito questa estate una grande raffineria a sud di Beirut, provocando un grave disastro ambientale. In quel caso siamo riusciti a dimostrare che una azione di Pace – fortemente voluta anche dalla associazioni di volontariato libanesi – è riuscita a restituire quella pezzo di costa alle popolazioni locali che hanno poi ripreso la pesca e le altre loro normali attività. Noi dobbiamo costruire più occasioni di una politica in positivo per la Pace, con un obiettivo chiaro: quello dell’eliminazione delle guerre; la guerra deve essere messa al bando dalla comunità internazionale, esattamente come è accaduto nel passato per la tortura e la schiavitù. Questa deve riuscire a diventare una priorità fondamentale per il Pianeta. Proprio per questo come Ministero dell’Ambiente stiamo cercando di sostenere e rilanciare la cooperazione internazionale in materia ambientale, perché si coniughi un’azione forte contro i cambiamenti climatici, aiutando i paesi che saranno le vittime di questi cambiamenti. Allo stesso tempo aiuteremo le Organizzazioni Non Governative italiane ed internazionali, come ad esempio Emergency e le tante altre che lavorano in giro per il nostro Pianeta.
Questa è l'intervista che ho rilasciato oggi al Corriere della Sera sul voto in Senato per l'Afghanistan
Ministro Pecoraro Scanio, se l’Unione non avrà 158 voti sull'Afghanistan tutti a casa? «Impiccarsi alla cabala numerica è indegno, i 158 voti sono un'invenzione di Berlusconi». E di Daniele Capezzone,Unione. «Capezzone ormai è un battitore libero. E’ paradossale che qualcuno nel centrosinistra dia credito al leitmotiv di chi strumentalizza il voto nel tentativo di dare la spallata. Se il governo chiede la fiducia la avrà, e anche i 158 voti». Alt, sono 155: Turigliatto, Rossi e il verde Bulgarelli sono contrari al decreto. «Escludo che Bulgarelli possa votare contro. Sono certo che lavorerà per non interrompere l'esperienza positiva di questo governo. L'anomalia italiana non sono i casi di coscienza pacifisti, ma una destra che si appresta a votare contro un decreto che lei stessa ha approvato alla Camera». E’ disposto a votare ordini del giorno della Cdl che impegnano il governo a rafforzare gli armamenti? «Se stravolgono il decreto non sono odg, ma provocazioni». D'Alema promette alle Forza Armate «tutti i mezzi necessari per la sicurezza dei soldati». «Non ci siamo mai opposti a dotare i militari dei necessari strumenti di difesa, ci mancherebbe». Applausi a D'Alema anche se cambiano le regole di ingaggio? «Ci affidiamo a lui. Sosteniamo la sua linea pacifista non subalterna agli Usa, che gli sta provocando molti attacchi». Anche da sinistra. «Ma qualcuno li legge i giornali della destra? Aggrediscono D'Alema perchè non è allineato con gli Usa, scrivono che i falchi dell’amministrazione Bush stanno tentando, con un pezzo di Cdl, di far cadere un governo sovrano per riportare in Italia la destra guerrafondaia. Cose da guerrafredda». Un pacifista come lei non dovrebbe chiedere il ritiro? «Io chiedo la conferenza di pace, che è l'anticamera di una exit strategy e per questo fa paura».
Su Vicenza ecco la mia intervista pubblicata oggi da La Stampa:
«A Vicenza non c'era solo l'ala pacifista dell'Unione: c'era tutto il centrosinistra e quei cittadini che hanno permesso di sconfiggere Berlusconi. E' una stupidaggine dire che quella manifestazione serviva per criticare la politica estera del governo. Sono due cose da tenere separate e sarebbe assolutamente inutile che mercoledì in Parlamento D'Alema aprisse questo capitolo. A meno che non abbia qualche novità da dirci». Alfonso Pecoraro Scanio ci tiene a mantenere distanti i due piani e chiede a Prodi di rivedere la decisione sull'allargamento della base americana.
Il premier ha però ribadito che la linea del governo non cambia. «Il premier ha una sua opinione. Ma se il Consiglio comunale di Vicenza cambiasse idea, il governo non potrebbe far finta di nulla. Sabato si è verificato un fatto nuovo. C'erano i vicentini in piazza e l'area pacifista dell'Unione. Spero che si finisca di definire quest'area radicale. Qui siamo tutti riformisti, poi ci sono quelli più pacifisti e quelli che sono tanto riformisti che non vogliono nemmeno i Dico. Insomma il segnale è stato molto forte. Il raddoppio della base in pieno centro è visto come una violazione del territorio e del principio di partecipazione democratica dei cittadini: non è un problema di politica estera. Il Comune di Vicenza si è rifiutato di fare il referendum e il governo ha preso per buono il parere di un Consiglio comunale che ora è stato delegittimato. E' stata la città a delegittimarlo. Il sindaco farebbe bene a dimettersi. Il Consiglio comunale dovrebbe riconvocarsi e prendere atto di questa realtà».
Ma sabato si è sentita una forte contestazione alla politica estera del governo. E i leader di una parte dell'Unione stavano li. Non le sembra logico che Parisi chieda un chiarimento? «La manifestazione si è fatta a Vicenza, non a Roma o a Milano. Questa è una sciocchezza: la critica alla politica estera è stata fatta da alcuni gruppi e singole frange. Si è protestato contro il raddoppio della base americana. Punto».
Non vengono messi in discussione le nostre alleanze internazionali? «Macché, questa è un'altra contorsione mentale tutta italiana quella di dire che marciamo contro l'America, che facciamo guerra all'America. Qui il problema è semplice: se il Consiglio comunale non cambia opinione, allora noi dobbiamo discutere del "come" fare. In questo secondo ambito, io come ministro dell'Ambiente mi sono già espresso per iscritto: 700 mila cubi dì cemento in quella zona verde devono essere sottoposti comunque alla valutazione di impatto ambientale, innanzitutto da parte della Regione Veneto che è obbligata a farla. Non è affatto detto che un progetto così enorme possa essere autorizzato. E' un problema di politica militare e non estera, e si parla di impatto ambientale non perché ci sono gli americani. Sarebbe intollerabile da parte di chiunque. Ma scusate, qualcuno ha proposto di cambiare alleanze e di disdire gli accordi internazionali?».
Mercoledì D'Alema al Senato parlerà di politica estera. Cosa dovrebbe dire per evitare lo scivolone dell'altra volta? «Deve rivendicare il buono che ha fatto in questi mesi. La politica italiana ha cambiato registro, ci siamo ritirati dall'Iraq, abbiamo condannato le operazioni unilaterali in Somalia, siamo andati in Libano con un'iniziativa che in Medio Oriente mancava da anni, stiamo chiedendo di fare una conferenza di pace sull'Afghanistan con cui si cerca una strategia d'uscita. Lo so che non è facile ottenerla, ma noi ci dobbiamo provare».
E se parla di Vicenza dicendo che non si toma indietro? «Sarebbe assolutamente inutile parlare dì Vicenza. Allora dovrebbe dire che rivediamo le servitù militari. Nel dibattito in Parlamento cerchiamo di volare alto. I chiarimenti sulla politica estera sono scritti nel programma e c'è scritto anche che dobbiamo ridurre le spese militari. Ricordo a Parisi che non l'abbiamo fatto e siamo impegnati in sede europea a ridurle».
Alla fine ieri c'è stata la grande manifestazione di Vicenza, contro l'allargamento della base militare USA. Il servizio del TG3 Veneto che potete visionare qui sopra, mostra quello che tutti ci aspettavamo: è stata una grande lezione di pace e di democrazia. Qualcuno di voi mi ha fatto notare che, in questi ultimi giorni, non sono intervenuto sul blog su questo tema. L'ho fatto per diverse ragioni. La principale è che mi ero imposto, nel mio ruolo istituzionale, di non creare ulteriori conflitti per non esasperare la situazione. E' la medesima ragione che ha sconsigliato - a me e tanti altri membri del Governo - di partecipare personalmente. Ma lo svolgimento tranquillo della manifestazione ha consentito a tutti i pacifisti di sconfiggere ogni timore e paura. Devo dire che altri membri autorevoli dei Verdi c'erano, e con loro tantissimi rappresentanti di base della Federazione, da tutta Italia. La manifestazione è stata un successo, un vero e proprio referendum contro il raddoppio della base USA. L'ampia partecipazione popolare e l'evidente sostegno dei vicentini dovrebbero indurre innanzitutto il Comune a revocare l'assurda decisione del Consiglio comunale di dare il via libera a questa cementificazione in piena citta'. In ogni caso sarà necessaria un Valutazione di Impatto Ambientale, prima dell'inizio dei lavori.
Ritorno ancora sulla questione Afghanistan. Mi è stato chiesto di votare sì "per spirito di lealtà e di unità di maggioranza". Ed io sono d'accordo con questa impostazione. Proprio per questo ho preferito non esprimere un voto negativo. Qualcuno però mi deve spiegare se anche l'Ulivo sta votando con lealtà quello che c'è scritto nel programma. La lealtà deve essere reciproca e noi, fino ad oggi, siamo stati i piu' leali in questa coalizione. Ma gli altri?
Non sono state ancora abolite le leggi vergogna come scritto nel programma. In effetti sono state abolite delle leggi, ma solo grazie all'intervento della Corte Costituzionale. E poi, aspettiamo ancora la legge sull'acqua come diritto pubblico, come bene comune. E questi sono solo due esempi, di argomenti che ci toccano da vicino. Ci sono molte cose sulle quali aspettiamo che sia l'Ulivo a votare esattamente come promesso agli elettori presentando il nostro programma. Emma Bonino invita me e i ministri Bianchi e Ferrero a 'stare attenti' perche' ci potrebbe essere il rischio che 'il Governo cada'. Io credo che il Governo possa cadere solo se persone come la Bonino fanno gli estremisti. Certo ci può essere il rischio che cada, ma sarebbero loro a farlo cadere e non certo noi, che finora siamo stati coerenti con i nostri ideali ma leali nei confronti di Prodi.
Noi, che abbiamo partecipato alla stesura del programma, esigiamo che venga rispettato cio' che e' scritto. E nel programma c'e' scritto che l'Italia deve riposizionare la nostra attivita' di pace. Noi vogliamo un'iniziativa seria che consenta di passare dalla guerra alla pace in Afghanistan. Non mi pare sia un atteggiamento estremista, tuttaltro. In effetti noi la missione in Afghanistan l'abbiamo votata a giugno con l'impegno che a dicembre-gennaio ci sarebbe stato un altro passo avanti. Aspettiamo che questo passo ci sia.
Un altra cosa da chiarire, è il nome che ci è stato dato di 'sinistra radicale'. E' un nome ridicolo, noi semmai siamo la Sinistra pacifista, rappresentiamo la faccia del popolo della pace: qualcuno si chiede come mai la quasi totalita' degli italiani vuole il ritiro delle truppe dall'Afghanistan e la totalita' vuole piu' pace e meno guerra?
Prima di entrare alla riunione del Consiglio dei Ministri di oggi, che dovrebbe decidere il rifinanziamento della missione in Afghanistan, mi sembra corretto pubblicare qui sotto l'intervista che ho rilasciato al Messaggero, nella quale spiego la mia posizione.
«Allo stato attuale, non mi sento di dare il via lìbera al rifinanziamento della missione a Kabul». Con queste parole, il ministro dell'Ambiente, il verde Alfonso Pecoraro Scanio, annuncia il suo no al decreto che andrà oggi in Consiglio dei ministri. E' conscio, ministro Pecoraro Scanio, che negando il suo voto rischia di mettere in crisi l'esecutivo? «Non siamo noi a mettere a rischio il governo, ma i cattivi consiglieri che fanno sbagliare Prodi». A cosa allude? «A quei centristi che lo hanno mal consigliato sulla base di Vicenza, inducendolo a una marcia indietro dannosa per tutti. Ecco, sono loro che forse sognano di farlo precipitare». Però i problemi li sta ereditado la sinistra dell'Unione «Nel luglio scorso siamo stati leali con il governo votando la missione, ma gli impegni presi allora non sono stati mantenuti. Il monitoraggio sugli impegni militari italiani è stato boicottato e ci siamo ritrovati di fronte all'ampliamento della base Usa a Vicenza, che il ministro Parisi aveva categoricamente escluso. Non siamo noi, perciò, a non rispettare i patti». Cosa fareste se il rifinanziamento passasse grazie ai voti dell'opposizione? «Sarebbe un errore gravissimo che spero nessuno voglia commettere. Diverso sarebbe invece se ci fosse qualche voto aggiuntivo, dovuto a qualche crisi di coscienza nelle destre. Ma il governo deve metterci in condizione di poter votare il decreto e di garantire la maggioranza». Ossia, il decreto deve cambiare. In che modo? «Intanto, gli impegni vanno messi per scrìtto, visto che le assicurazioni date a voce a luglio sono svanite nel nulla. Noi Verdi chiediamo la riduzione dei militari, che possono essere spostati nel Mediterraneo, come recita il programma, quindi, per esempio in Libano. Vanno invece incrementati gli aiuti civili e umanitari. E, ovviamente va spiegata la strategia di uscita dall'Afghanistan con l'indicazione dei tempi per la fine della nostra missione, inutile, a questo punto, visto che la guerra continua». E lei pensa, ministro Pecoraro, che il governo sia in grado di darvi queste garanzie? «Allo stato attuale, vedo più una disponibilità a parole, che fatti concreti. Ma non disperiamo e suggeriamo di ricercare comunque un'intesa in Parlamento».
La scritta "per la pace" sul nostro simbolo elettorale ha un significato preciso. Per questo oggi ho voluto chiarire la nostra posizione in merito al rifinanziamento della missione in Afganistan. Che non è cambiata. Anche se la vicenda di Vicenza non ha certo contribuito a rasserenare gli animi. Come abbiamo ribadito anche nei mesi scorsi, noi siamo disponibili a votare una proposta di exit strategy dall'Afghanistan. Un semplice rifinanziamento non lo votiamo. Io sono convinto che la proposta di exit strategy possa essere condivisa da tutta l'Unione ed è per questo che mi aspetto che il presidente del Consiglio la faccia propria. Altrimenti, il ramoscello d'ulivo che nel simbolo della coalizione di centrosinistra ha un significato preciso, perde il suo valore. Ed al posto della colomba della pace ci si metta pure un falco.
Come Verdi non possiamo certo sottoscrivere la decisione di Prodi sull'ampliamento della base militare di Vicenza. Siamo convinti che la volontà popolare, contraria all’ampliamento della base militare, sia stata tradita dal Comune e per questo sia necessario indire subito un referendum.
Condivido fino in fondo l'idea che i Verdi rimangano al fianco dei cittadini ed in futuro possano impugnare la decisione del Comune di Vicenza in ogni sede. Il governo dovrebbe rivedere la propria posizione pilatesca ed ascoltare i cittadini, sapendo che rispettare le alleanze non significa rinunciare alla propria sovranità.
Lo ripeto: siamo contrari all’ampliamento di una base in piena area urbana e ci batteremo in ogni modo affinché venga indetto un referendum.