L'Unione Europea ha oggi aperto, dopo oltre un decennio, alla coltivazione di OGM (organismi geneticamente modificati) nel territorio europeo, nel caso specifico autorizzando la patata ogm "Amflora". Seguo questo problema istituzionalmente da quando nel 1996 fui eletto alla guida della commissione agricoltura della Camera dei Deputati e realizzai la prima indagine parlamentare sull'argomento. Da allora le evidenze scientifiche non hanno fugato i dubbi sui rischi e la crescita in Italia delle produzioni biologiche, biodinamiche e tipiche hanno reso evidente l'interesse nazionale ad avere un'agricoltura ogm-free. Nel 2000, da ministro dell'Agricoltura, sostenni in sede europea il diritto ad un agricoltura libera da ogm e nel 2006/2008 da ministro dell'Ambiente riuscii in sede europea a bloccare proprio il via libera alla"patata transgenica". Ho sempre potuto contare sul sostegno della grande maggioranza delle realtà agricole, dei consumatori e degli ambientalisti ma anche di quella parte dell'industria agroalimentare che scommette sulla "qualità italiana". Son contento che da allora i miei successsori al ministero dell'agricoltura abbiano ribadito il no italiano agli OGM, ma occorre oggi un'azione in positivo contro la poderosa attività lobbistica della multinazionali. Queste hanno interessi economici enormi e vogliono imporci gli ogm ad ogni costo: prima con le proposte sulla cosiddetta "coesistenza" tra ogm e agricoltura tipica, bio e ogm-free; oggi con questo via libera UE alla "trans-patata". Occorre aumentare la coesione e l'azione di quella stragrande maggioranza di imprese e operatori economici dei settori agricoli che sono per l'Italia ogm-free e rappresentano il vero tessuto produttivo ed occupazionale del nostro Paese e non può soccombere all'interesse di pochissimi, seppure spregiudicati.
Da una settimana il presidente dei Verdi Angelo Bonelli è in sciopero della fame contro la sistematica censura verso i temi ambientali e i Verdi operata dalla stragrande maggioranza dei mezzi di comunicazione ed in particolare dal servizio pubblico. E'scandaloso il silenzio in tutti i principali programmi tv di fronte all'emergenza smog che coinvolge milioni di cittadini, alle decisioni sul nucleare, al tentativo di introdurre gli ogm in agricoltura, alla norme-scempio sulla caccia, per non parlare di green economy, di rinnovabili, cambiamento climatico........ Il Mondo discute di ciò che i Verdi propongono da quasi 30 anni e per evitare di riconoscere i successi delle leggi e delle previsioni da noi ottenute anche in un Paese poco ecologico come l'Italia si stringe la censura. Quando eravamo al governo e toccavamo interessi forti e spesso sporchi partivano le campagne di demonizzazione e calunnia (eravamo dipinti come quelli del No mentre facevamo partire l'economia del solare, delle auto elettriche, dell'agricoltura ogm-free e dell'agriturismo....). Ora che i Verdi son all'opposizione prosegue l'azione di imbavagliamento. Bene fà Bonelli a reagire da nonviolento ma con fermezza. Gli ho parlato in questi giorni: è determinato! La Fondazione Univerde gli è vicina. Và sostenuto. Le nostre ideee vinceranno ma noi dobbiamo affrettare quest'affermazione per il bene delle future generazioni.
Lo spettacolo della conferenza di copenhagen è stato davvero penoso sotto più punti di vista.Fin dalla conferenza di Bali nel dicembre 2007 si era avviata la trattativa per giungere entro il 2009 ad un nuovo trattato.Eppure si è lavorato poco e male.E Usa e Cina,nonostante il superamento del negazionismo di Bush,avevano già deciso di non andare oltre una dichiarazione di intenti.E così è stato.Si è aggiunta una disorganizzazione assurda dei lavori ed un caos finale con un comunicato davvero insultante per chi da anni chiede impegni veri e di fronte alla gravità degli allarmi lanciati.Se si pensa che Obama a settembre all'Onu ha parlato di"rischio catastrofe".Comunque non possiamo certo arrenderci e và rafforzata l'azione locale e territoriale.L'Europa deve insiistere con la propria azione e occorre legare la lotta ai cambiamenti climatici alle altre emergenze ambientali del pianeta,dal degrado dei mari all'esaurimento delle risorse naturali e alla tutela della biodiversità.Una piccola osservazione sul ruolo dell'Italia al vertice:la delegazione del nostro governo si è vantata di aver"frenato"gli altri europei,che ruolo!...non ce ne era bisogno Cina,India e altri già frenavano abbastanza.
Qualche
giorno fa ho espresso i miei auguri ad Angerlo Bonelli per il rilancio dei
Verdi e della Costituente Ecologista, oggi posso aggiungere a quelli, gli
auguri a Pierluigi Bersani che ha vinto le Primarie del PD con l’impegno di
riaprire il cantiere dell’Ulivo per costruire una nuova alleanza di centro-sinistra.
La disastrosa situazione dell’ambiente in Italia, il taglio dei fondi ai Parchi
Nazionali e alla lotta al dissesto idrogeologico, l’arretramento nella lotta ai
cambiamenti climatici e la drammatica situazione sociale e lavorativa,
impongono un impegno serio.
La
vittoria di Veltroni alle primarie dell’Ottobre 2007 segnò l’inizio della
distruzione della coalizione dell’Unione e del Governo Prodi, la rivincita di
Berlusconi e la drammatica rottura tra le forze democratiche, ambientaliste e
progressiste. La
vittoria di Bersani, può consentire al PD di iniziare a sanare quelle ferite e
provare a ricostruire un Ulivo su basi più solidali e certo meno litigiose.
In
questi mesi, girando l’Italia per seminari e conferenze promosse dalla
Fondazione Univerdee a molte manifestazioni
ambientaliste, incontro tanti giovani e tante realtà associative ed
imprenditoriali sfiduciate dalla Politica ma seriamente impegnate nel
volontariato e nella “Green Economy”. C’è un’Italia che vuole il cambiamento,
questo sarà possibile se i Verdi, il PD e le altre forze democratiche,
riusciranno a parlare un linguaggio nuovo e a costruire un’alleanza credibile.
L’entusiasmante risultato francese della lista Europe Ecologie alle Europee è un segnale per tutti gli ambientalisti e gli ecologisti. Dopo il crollo elettorale dei Verdi francesi alle ultime Politiche, è un premio alla scelta innovativa di andare oltre i vecchi soggetti politici ambientalisti per aggregare le migliori personalità delle battaglie per l’ambiente, l’agricoltura di qualità e la legalità. La centralità delle nuove imprese e professionalità legate all’ambiente, la svolta di Obama negli USA, il Premio Nobel ad Al Gore, la scelta della UE di investire con forza sulla lotta al cambiamento climatico sono elementi che devono incoraggiare in tutta Europa la nascita di nuove realtà associative e politiche che aiutino la riconversione ecologica dell’economia e della società a partire dalla III Rivoluzione Industriale proposta da Jeremy Rifkin e dal rilancio dell’energia solare proposto da Carlo Rubbia. L’esperienza francese può servire a rigenerare non solo i Verdi ma anche quel centro sinistra europeo che è ovunque in sofferenza. Da mesi sto promuovendo una iniziative culturali per la diffusione di una conoscenza e di una coscienza ambientalista e civica attraverso incontri nelle Università, in conferenze e attraverso l’Università Verde (www.universitaverde.it). Spero che anche attraverso il popolo del web nascano tante altre iniziative che consentano il rilancio dell’ambientalismo e che permettano anche in Italia la crescita di un movimento legato a Madre Terra e ai valori di giustizia, solidarietà e democrazia.
Il Senato italiano ha approvato il via libera alla costruzione di centrali nucleari in Italia. Un'altra assurdità, l’Italia va in controtendenza rispetto al mondo che invece sceglie l’energia solare e le fonti rinnovabili. Mentre gli Stati Uniti d’America investono decine di miliardi di dollari nella ricerca per ottenere il massimo di resa dall’energia del sole, in Italia, ancora una volta, una scelta di retroguardia. Il Governo punta soltanto a fare propaganda invece di guardare verso il futuro e fa una scelta che non ha speranze, che va contro l’economia reale del Paese e sulla quale è importante una mobilitazione vera delle coscienze e delle intelligenze. Sono fermamente convinto che hanno ragione Carlo Rubbia, Jeremy Rifkin, e tutti coloro che credono nelle fonti rinnovabili. Ritengo fondamentale continuare ad investire, con ancora più determinazione, sull’energia solare, sulle fonti rinnovabili, sull’efficienza energetica, sull’innovazione e, come ho detto nei giorni scorsi, leggere quelle pubblicazioni di grande qualità (come “The nuclear illusion” di Amory Lovins) perché dobbiamo conoscere per decidere!
Vi segnalo questa intervista sul Riformista di ieri.
Da il Riformista del 17/03/2009
"Ci uccisero Walter e i poteri forti"
INTERVISTA. L'ex ministro: "Pestammo i piedi a molti potentati. Poi Veltroni ci diede la spallata".
"La ricostruzione di Romano Prodi mi pare ottima. Più che altro non si tratta di una notizia... Tutte cose che sapevamo già da tempo". Alfonso Pecoraro Scanio condivide la versione che il Professore ha dato da Fabio Fazio sulla caduta del suo governo. Ma, conversando con il Riformista, l'ex Ministro dell'Ambiente aggiunge: "Quell'esecutivo e Prodi stesso diedero fastidio anche ad alcuni poteri forti. Che, quando ebbero l'occasione, ce la fecero pagare". Iniziamo da Veltroni. Quando disse a Orvieto che il Pd avrebbe corso da solo, di fatto Veltroni ritirò al governo il sostegno del principale partito di maggioranza. Addirittura... Proprio così. Veltroni mise in chiaro che aveva in mente un sistema bipartitico. La mossa del Pd significava che l'esperienza dell'Unione era finita. Va detto, però, che il governo non andava proprio a gonfie vele. O sbaglio? Eravamo in difficoltà, certo. Soprattutto perchè quella maggioranza risicata del Senato trasformava in "ricattatorie" anche le posizioni dei singoli parlamentari. Ma non dimentichiamo che, subito dopo l'approvazione della Finanziaria 2008, l'esecutivo si preparava per la fase due. La spallata del centrodestra, con Berlusconi che aveva giocato tutte le sue carte sulla legge di bilancio, era fallita. Purtroppo, però, l'altra spallata, quella del Pd, andò a segno. Rimpianti? Guardi, noi dei Verdi eravamo stati i primi, al congresso del luglio del 2005, a sostenere ufficialmente la corsa di Romano Prodi verso il ritorno a Palazzo Chigi. E poi? Poi siamo stati onesti. Anzi, in una coalizione litigiosa abbiamo aumentato la nostra lealtà mentre altri, leggasi Mastella, l'hanno fatta venire meno. Scusi, però voi siete passati alla storia come quelli del "no". Gli "ambientalisti del no", per l'appunto. Falso. Nella finanziaria 2008, aumentammo le risorse per l'ambiente, arrivammo all'istituzione dei quattro parchi nazionali della Sicilia e, soprattutto, trovammo i fondi per finanziare l'energia solare, la stessa che oggi Obama ha rilanciato a livello mondiale. Ricorda il famoso "Cip6"? Prego? Col provvedimento "Cip6", il governo diede alle energie rinnovabili contributi che prima andavano ai petrolieri. Diciamo pure che, con il contributo di Prodi, pestammo qualche piede. E ce la fecero pagare. I "soliti" poteri forti? La stampa di centrodestra ci cannoneggiava mentre quella di centrosinistra non ci difendeva abbastanza. La verità è che Prodi era estraneo ad alcuni poteri che lo mal sopportavano. E quindi... ...cadde. Si, cadde.
Di fronte alla crisi economica mondiale che giorno dopo giorno sta aggravandosi soprattutto nel nostro Paese il governo di centrodestra non trova di meglio da fare che sprecare 1,3 miliardi di euro in quella opera faraonica e inutile del ponte sullo stretto di Messina. Visto che in questi anni centinaia di milioni di euro sono stati sperperati nella progettazione del fantomatico ponte, adesso è necessario dirigere questi nuovi fondi nella mobilità sostenibile e nella ristrutturazione ecologica degli edifici, come stanno facendo gli Stati Uniti di Obama e la Spagna di Zapatero, visto che quei 1,3 miliardi investiti in questi settori potrebbero produrre più di 30.000 nuovi posti di lavoro. Piuttosto che buttare questi soldi nello stretto, bene farebbe il Governo ad utilizzare il denaro dei cittadini per opere pubbliche che risolvano i problemi ambientali del nostro Paese.
In questi mesi su questo blog abbiamo volutamente tralasciato di parlare di attualità politica. Ma la bruciante sconfitta del centrosinistra alle elezioni in Sardegna e le dimissioni del segretario del PD obbligano ad una riflessione. Io credo sia giunto il momento di ripartire da quello spirito dell'Ulivo che ha consentito al centrosinistra nel nostro Paese di avviare un cambiamento. Ripartiamo da quella intuizione di Romano Prodi che ha consentito nel 1996 e nel 2006 di sconfiggere Berlusconi. Va ricordato che finora solo le coalizioni guidate da Prodi sono state capaci di contrastare la destra. E' quello stesso spirito che ora ci deve animare, è quella la scelta che gli ambientalisti ed i Verdi hanno fatto in passato. E' necessario oggi riprendere l'entusiasmo ed investire sulle intelligenze, sulla coscienza dei cittadini e sulla capacità di unire anziché dividere e polemizzare. Ripartiamo quindi dallo spirito dell'Unione e dell'Ulivo per archiviare il disastro di questo anno e mezzo.
La Finanziaria licenziata nei giorni scorsi dal Parlamento è decisamente penalizzante per l'ambiente. Infatti solo il 2,4% delle risorse pubbliche sarà destinato alla tutela dell'ambiente terrestre e marino. Vale a dire solo 819 milioni di euro sul totale. Ma il dato più rilevante è la riduzione del 50% delle risorse assegnate alle politiche dell'ambiente. Ovviamente da questa maggioranza non ci si poteva aspettare altro.
Da rilevare la bizzarra situazione italiana che vede l'assenza di un dibattito parlamentare su questi temi, proprio quando Obama propone per l'economia USA un piano di rilancio occupazionale da cinque milioni di nuovi ‘lavori verdi’ ed i governi della Unione Europea mettono al centro della loro politica la priorità ambientale.
Incomprensibile poi è l'opportunitá dei tagli per la difesa del suolo e la Protezione Civile, proprio all'indomani di un autunno definito di eccezionale maltempo, ma purtroppo prevedibile alla luce degli sconvolgimenti climatici in atto.
Quanto al Piano sulle infrastrutture è preoccupante che non ci sia nulla per la salvaguardia del territorio né che si intensifichino gli investimenti relativi al trasporto dei pendolari e per la mobilità urbana.
E che dire poi della ipotesi di costruire 10 improbabili centrali nucleari insicure, costose e lontane nel tempo.
Ricordiamo poi che solo una vera e propria sollevazione popolare ha evitato che passassero - anche retroattivamente - i tagli ai fondi per il risparmio energetico ed il rilancio dell'energie rinnovabili.
Di fronte alle scelte coraggiose delle Finanziarie 2007 e 2008, che avevano segnato finalmente una svolta per l'ambiente, le rinnovabili, la difesa del suolo e la mobilita sostenibile, oggi si torna indietro con la Finanziaria del gambero.
Voglio sperare che come è accaduto nelle comunità locali USA durante il disastroso mandato del governo Bush, anche in Italia Comuni, Province e Regioni - in collaborazione con le imprese più innovative - decidano di investire per le rinnovabili e l'ambiente.
Ecco perché anche sul sito www.universitaverde.it, abbiamo deciso di non far mancare il nostro appoggio alla bella realtà di Agenda 21.
L’Italia gioca con la politica sui cambiamenti climatici
Il Financial Times di ieri - con un articolo dal titolo esemplificativo " L’Italia gioca con la politica sui cambiamenti climatici" - parla dell'atteggiamento del Governo italiano sulla direttiva europea per la riduzione dei gas serra. Sono le opinioni del piú prestigioso giornale finanziario del mondo, non certo di qualche esponente di associazione ambientalista. Non aggiungo altro, credo che bastino le parole dei giornalisti Joshua Chaffin e Guy Dinmore.
Ho seguito i congressi dei Verdi fin da quando li abbiamo fondati nel novembre del 1986 a Finale Ligure. Dobbiamo constatare che molte delle sfide e dei problemi che avevamo lanciato allora sono sempre più di attualità ed hanno dimostrato il valore delle nostre preoccupazione ma anche delle nostre speranze.
Dopo il drammatico risultato delle elezioni di aprile, che hanno travolto il centrosinistra italiano ed in particolare la sinistra e gli ecologisti, durante il Consiglio Federale del 10 e 11 maggio ho offerto le mie dimissioni per consentire la convocazione di un congresso straordinario per la rigenerazione ed il rilancio dei Verdi in Italia.
Nel frattempo, in questi due mesi ho evitato interventi per rispettare il dibattito in atto nei Verdi italiani e non certo per disinteresse. Per questo – pur avendo ovviamente le mie opinioni – non ho sottoscritto nessuna delle mozioni congressuali e non terrò la tradizionale apertura dei lavori riservata al Presidente uscente, nonostante l’invito dell’esecutivo, le sollecitazioni di molti e il timore di alcuni.
Ecco allora spiegata anche la morigerata presenza sul questo blog e sui mezzi di informazione.
Ma vi assicuro che – sempre in maniera costruttiva – nei prossimi mesi non farò mancare il mio contributo al dibattito. Anche perché – nel frattempo - ho lavorato per costruire nuovi strumenti di rilancio della cultura verde nel nostro Paese, tra cui la Fondazione Universitá Verde che è stata giá costituita insieme a Gianfranco Amendola ed il sito universitaverde.itinsieme a Gianfranco Mascia e sto preparando una riorganizzazione di questo blog. A tale proposito mi farebbe piacere ricevere i vostri consigli e suggerimenti sui cambiamenti da apportare.
Da aprile in poi le scelte della nuovamaggioranza - purtroppo finora poco contrastate dalle residue opposizioni parlamentari - sul nucleare, contro Kyoto ed i tagli indiscriminati sui parchi e sull’ambiente sono state la lampante dimostrazione dell’emergenza ambientale in Italia. Forse abbiamo sottovalutato che il lavoro svolto negli ultimi due anni al Governo e in Parlamento sono stati tanto importanti da mettere in allarme le forti lobby che da sempre cercano di influenzare negativamente il risveglio delle coscienze e una riconversione dell’economia. Ed infatti hanno utilizzato tutta la loro forza per screditare e bloccare l’azione riformatrice dei Verdi. D’altra parte il Governo dell’Unione – di fronte a queste pressioni - non è certo riuscito a rispondere in maniera coesa e decisa.
Proprio per questo credo che i Verdi debbano rafforzare e rilanciare la centralità della sfida per la riconversione ecologica dell’economia come previsto dal Patto per il Clima e la Costituente Ecologista. Serve in Italia, in Europa e nel mondo una riflessione profonda sul ruolo dei Verdi e sulla necessita di una forza ecologista non minoritaria e marginale, capace di affrontare la sfida del cambiamento climatico con una cultura di governo profondamente innovativa. Per questo dovrà iniziare una riflessione profonda e coraggiosa che non si risolverà certo in poche settimane .
Ecco quindi il mio augurio rivolto a tutti coloro che hanno ancora a cuore le sorti dell’ambiente, dell’ecologia e dei nuovi diritti. Che da Chianciano – pur nel rispetto delle varie posizioni – emerga la la capacità di imparare anche dagli insuccessi e la forza di realizzare quel cambiamento in senso ecologista del nostro Paese che parta innanzitutto da una sfida culturale. Da qui si deve far partire la nostra scommessa per il futuro e per un possibile successo politico.
Guarda qui sotto la diretta video dell'Assemblea di Chianciano
La mia relazione al Consiglio Federale Nazionale del 10 maggio 2008
E’ doveroso dare inizio a questi lavori del Consiglio Federale con un ricordo per quello che sta accadendo in Birmania. Di fronte alla crisi ambientale di questo pianeta, la catastrofe che si sta avendo in queste ore in Birmania è drammatica. Si parla di 100.000 vittime, di un milione e mezzo di senza tetto, e di un dramma che mette insieme una catastrofe umanitaria, una catastrofe ambientale ed una catastrofe democratica, poiché c’è un regime dittatoriale che non consente nemmeno gli aiuti. Per questo io chiedo al nostro Consiglio Federale un minuto di silenzio.
Esiste una situazione mondiale realmente drammatica che viviamo tutti sulla pelle. C’è alle porte una crisi economica planetaria di dimensioni inaudite. La crisi alimentare sta portando, in molti Paesi, perfino l’assalto ai campi; ci sono zone dove si usa l’esercito per difendere le coltivazioni dall’assalto di gente disperata che cerca di andarsi a prendere il cibo. Ho avuto l’onore di presiedere, nei giorni scorsi e dopo 20 anni in nome dell’Italia, una sessione dell’OCSE a Parigi in cui abbiamo discusso in modo molto intenso di ambiente e competitività. C’è di nuovo che i Paesi più industrializzati [...] Leggi tutto
Il governo sta sempre più gettando la maschera. Adesso vuole militarizzare i siti nucleari. Ancora una volta l'ossessione relativa all'energia più costosa e più pericolosa del mondo rischia di trasformarsi in un problema di aggressione alla democrazia e di rilancio di una concezione autoritaria. Lungi dal pensare ad un confronto serio con i cittadini, l'attuale maggioranza sta convertendo un decreto legge che riapre al nucleare nel nostro Paese. Ignorando tutte le indicazioni della Unione Europea sulla partecipazione democratica, la militarizzazione della questione nucleare vuole scrivere un’altra pagina scura nella storia del nostro Paese. Scura come la stessa energia nucleare che non garantisce sicurezza e mette in pericolo la salute dei cittadini. Come già anticipato dobbiamo essere pronti a mobilitarci per un'altra grande battaglia referendaria a favore del solare e contro il ritorno di questa energia obsoleta nel nostro Paese.
Ho visto i risultati del voto in Irlanda. Ma non mi ha sorpreso piú di tanto. Perchè ero convinto che sarebbero arrivate delle sorprese. Anche perchè la campagna per il no veniva spinta dall’entusiasmo giovanile e dal mondo degli intellettuali. Entrambi sostenevano il no, ma - paradossalmente - su un versante piú europeista del fronte del S¡. Perchè prendeva spunto dall’idea di una vera Europa dei popoli e dei cittadini. E si contrapponeva alla campagna istituzionale del governo. Una campagna paludata ed evidentemente inefficace, perchè senza entusiasmo. E’ evidente che è necessario ripartire dalla grande ispirazione morale e dalla visione di uno dei padri fondatori dell’idea europea: Altiero Spinelli. Ovviamente adattata alle necesità di oggi e legata al grande ruolo che l’Europa puó giocare sullo scenario mondiale. Non come è accaduto nell’ultimo vertice della FAO, con il drammatico fallimento della Conferenza di fronte alla crisi della fame nel mondo e dalla emergenza alimentare. Dove l’Europa non è riuscita a far valere la forza della sua politica. E’ giunto il momento di risvegliare le coscienze per capire che una Europa in cui si sommano gli egoismi , i razzismi ed i poteri delle multinazionali è una istituzione vuota, che non riesce ha riscaldare i cuori per diventare quel grande progetto dei popoli e dei cittadini.
Kyoto, solare e parchi siano al centro della politica del neoministro
Formulo al neoministro Stefania Prestigiacomo i miei più sinceri auguri di buon lavoro. Voglio anche apprezzare il fatto che il Ministero dell’Ambiente sia rimasto autonomo. L’accorpamento più volte ventilato nelle scorse settimane con altri dicasteri sarebbe stato un segnale molto preoccupante. Al di là delle evidenti differenze tra i programmi degli schieramenti politici spero proprio che alcuni temi, quali ad esempio il rispetto del Protocollo di Kyoto, il sostegno all’energia solare, la tutela dei parchi e la riduzione delle infrazioni comunitarie, continuino ad essere positivamente al centro dell’azione del neoministro. Già la precedente esperienza di Governo di Stefania Prestigiacomo era stata caratterizzata da importanti tratti di coraggio e indipendenza che saranno quanto mai preziosi in questo suo nuovo e impegnativo incarico
Nel post di sabato chiedevo un voto utile e definivo la campagna elettorale in corso come una campagna quasi golpista che aveva travolto la capacità di discutere di temi concreti, di contenuti. Aveva oscurato le ragioni di chi in questo Paese crede che si possa avere una riconversione ecologica dell'economia, si possa parlare di cambiamento climatico, si debba continuare a lavorare come il resto d'Europa per più laicità e più tutele per i più deboli. Noi Verdi continueremo a lavorare in questa direzione. E' capitato nel 1990 anche ai nostri amici Verdi Die Grunen di rimanere fuori dal Parlamento per non aver superato il quorum. Hanno trovato la forza e l'energia per ricostruire e per tornare più forti di prima. Bene! Noi dobbiamo rilanciarte con forza le ragioni dell'ecologia, dell'ambientalismo, della pace, dei diritti; riverificare con forza ciò che non è andato nel progetto di una Sinistra Arcobaleno che voleva davvero rappresentare queste necessità. E' molto grave che con questa legge elettorale milioni di persone non vengano rappresentate in Parlamento. Non è un problema dei singoli ma della democrazia in generale. Ebbene, abbiamo deciso di convocare un congresso straordinario dei Verdi, per fare in modo che tutti noi che abbiamo lavorato in questa direzione rimettiamo al congresso nazionale il nostro mandato per generare e rilanciare un progetto ecologista. Ma anche per verificare le condizioni e le modalità di quella grande alleanza Arcobaleno a cui abbiamo creduto. Adesso dobbiamo verificare nella capacità reale di costruire e mantenere in questo Paese una grande forza che si occupi dei problemi della gente. Lo voglio dire agli amici dei Verdi e della Sinistra Arcobaleno e a tutti quei cittadini che sono simpatizzanti ma che questa volta si sono astenuti o hanno ritenuto la proposta della SA non soddisfacente. Noi abbiamo bisogno di rilanciare le ragioni di una grande presenza che sia ambientalista, per i diritti, per lapace, per i più deboli. Lavoriamo in questa direzione e iniziamo subito a ricostruire una grande rete di rapporti sul territorio che credono anche ad una rigenerazione spirituale del soggetto Verde e alle ragioni di una grande alleanza arcobaleno nel nostro Paese.
Durante questa campagna elettorale ho incontrato tantissime persone - anche in questi ultimi giorni - attente ai nostri temi. Cittadini che volevano dialogare sulle nuove energie pulite e l'idrogeno, la laicità dello Stato, la lotta la precariato, il carovita. Questa attenzione è stata una costante ed ha infuso una grande energia positiva a tutta la campagna della Sinistra Arcobaleno. Purtroppo a questa positività ha fatto da contraltare una cappa quasi golpista. Iniziata da una pessima legge elettorale che abbiamo dovuto subire. Una norma dichiarata pressoché incostituzionale dalla Consulta, peggiore perfino della legge truffa del '53, perchè consente di dare consegnare la maggioranza dei seggi della Camera anche ad una forza politica che abbia la minoranza dei voti.
Senza parlare delle liste bloccate: un ulteriore scippo democratico nei confronti dei cittadini contro il quale noi Verdi ci siamo battuti fino alla fine. A tutto questo si è unito un comportamento scorretto della maggioranza degli organi di informazione che in tutta la campagna elettorale - ma soprattutto negli ultimi giorni - hanno costruito notizie inventate per non parlare mai dei veri problemi che interessano ai cittadini. Notizie che hanno - di fatto - costruito il duopolio PD e PDL cancellando ogni pensiero politico diverso per affermare il pensiero unico. Un pensiero unico legato alle più potenti lobby economiche e finanziarie. Ma il clou si è avuto con la lettera del Ministro degli Interni Amato con la quale dichiarava di essere stato sollecitato dai due schieramenti maggiori a cambiare la scheda elettorale: in 60 anni di democrazia mai era accaduta una cosa simile. Di fronte a questo scempio delle minime regole elettorali il risultato non potrà che essere alterato. Ma proprio di fronte a questa aggressione il voto alla Sinistra Arcobaleno è più che mai necessario per contrastare questa deriva. Le ragioni del del sole, dei diritti e della pace contro quelle del nucleare, dell'oscurantismo e dello sfruttamento.
Una bella campagna elettorale, quella che si avvia alla chiusura. Con tante persone e tanto entusiasmo. Una campagna reale, in contrasto con quella virtuale di Berlusconi e Veltroni, mandata in onda dalle Tv nazionali. Qui sopra i documenti video di alcune mie iniziative, realizzati da EcoTv.
Oggi sarò al Corriere della Sera per una videochatperrispondere
alle domande dei lettori. L'incontro è previsto
alle 16 e 30. Le domande potranno essere
inviate dalle 9 cliccando qui.. Vi aspetto numerosi, per rispondere anche alle vostre domande.
Qui sotto il testo del video della conferenza stampa di presentazione dei dati dell'ultimo sondaggio.
Dr. Antonio Noto direttore di IPR MARKETING:
“Se confrontiamo l’8%, che oggi definiamo come zoccolo duro della Sinistra Arcobaleno, e il 14% come potenziale elettorale, non è un ragionamento assurdo pensare che nei prossimi 10-15 giorni le proiezioni per questo 8% possa incrementare. Attualmente questa percentuale di voti significherebbe, alla Camera, prendere circa 2 milioni e 600mila voti, che abbiamo registrato in incremento di circa 300.000 voti negli ultimi 10 giorni.”
L' intervento di Pecoraro Scanio:
"Cari amici e care amiche, sono questi i risultati, presentati dal Dottor Antonio Noto dell’IPR, che rappresentano ad oggi un dato molto importante: il campione su cui è stato fatto questo sondaggio è “largo”, più preciso quindi di molti altri sondaggi elettorali che girano in questi giorni, e ci dice che i cittadini italiani hanno scoperto il trucco del voto utile: non è utile il voto che serve a Berlusconi e Veltroni per farsi gli affari propri, e probabilmente per fare l’inciucio al Senato come dimostrano le loro campagne elettorali; il voto è utile quando è dato per l’ambiente, per il precariato, per il carovita. Più Pd e Pdl insisteranno nel dire ai cittadini di volere il loro voto per i propri interessi, più il consenso si sposterà verso chi sta concentrando la campagna elettorale su cose più serie, e specifiche. Un’altra cosa molto importante è che la Sinistra Arcobaleno, e i Verdi in particolare, sta parlando molto di temi ambientali: i cittadini “ambientalisti”, ovvero quelli che pongono i problemi del clima, della salvaguardia e dello sviluppo sostenibile come prioritari nell’agenda elettorale, possono identificare chiaramente nella Sinistra Arcobaleno, l’unico voto veramente ambientalista. Non è ambientalista la scelta di Pd e Pdl di parlare di nucleare, come non lo è auto-dichiararsi “verdi” senza averne i valori e la preparazione. Sinistra Arcobaleno punta con forza sull’energia solare, e anche in questi ultimi giorni di governo stiamo portando avanti progetti importanti, come l’approvazione e il via alle centrali solari, sul modello spagnolo, nonostante le molte opposizioni e l’arroganza di poteri avversi, attaccati a carbone e petrolio, e anche al nucleare: è chiaro a tutti che le fonti non rinnovabili non sono ambientaliste, sta diventando sempre più accettato il fatto, evidente, che nemmeno il nucleare è così verde come sostengono alcuni finti ambientalisti. Vi ricordo infine che nelle tre tematiche fondamentali di cui stiamo parlando, il costo della vita, il lavoro e l’ambiente, stiamo portando avanti proprio in questi giorni le 5 giornate verdi: il 29 in tutti i mercati d’Italia parleremo contro il carovita, a favore della filiera corta, contro gli intermediari e per i negozi degli agricoltori; il 2 aprile daremo voce ai diritti di chi non può paralre per difendersi, gli animali, e infine sabato 5 aprile saremo presenti in tutte le città italiane per parlare di clima e ricordare al nostro Paese qual è l’urgenza del nostro tempo."